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Fattoria di Paltratico - Parco Culturale di Camaiano

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Fattoria di Paltratico
La località “Paltratico” è citata per la prima volta in una pergamena del 1377, data che segna il passaggio della locale proprietà fondiaria dai Gherardesca di Donoratico alla Pia Casa della Misericordia di Pisa.
Due case con orto sono presenti a Paltratico fin dal 1561 e fra le coltivazioni ricordate negli estimi dell'epoca appaiono la vite, l'olivo e alberi da frutto, segno evidente di condizioni pedologiche e climatiche favorevoli a tali piantagioni.
Nel 1645 una casa da lavoratore “...con terre lavorative sode et Aia ed ulivi n° 40 et altri frutti l.d. Paltratico…” è concessa a livello a due contadini di Castelnuovo.
Nel 1777 alla gestione di Paltratico subentrano i componenti di una ricca famiglia livornese: i Martelli. Costoro organizzano i loro possedimenti terrieri (nel 1795 ammontano a 239 ettari) in fattoria, apportando significativi miglioramenti all’edificato di Paltratico (che fino a quel momento conta due case da lavoratore) e alle coltivazioni della vite e dell'olivo. Una casa da lavoratore è trasformata in “casa ad uso di villa di n° 24 stanze” (fine secolo XVIII) mentre l'altra, “che serve ad uso del fittuario”, è ampliata (secondo decennio dell'Ottocento) ed accoglie: “un tinaio con cinque tini di sasso a Bottino, e un frantoio con coppaio...”.
Alla stesura del Catasto Toscano (1823-32), un nuovo proprietario è presente a Paltratico: si tratta di Francesco Lobin (sindaco di Rosignano nel 1846). La famiglia Lobin tiene la fattoria per quasi un secolo, amplia la villa, affranca l'antico livello, trasforma le pasture in coltivi, costruisce nuovi fabbricati rurali ed anche un acquedotto che conduce in azienda le acque scaturite da alcune polle situate sul versante orientale del Monte Carvoli. Con la costruzione della nuova strada che unisce Castelnuovo a Gabbro (odierna S.P. Traversa Livornese, accampionata nel 1882), Paltratico conosce una fase di ulteriore sviluppo, sia agricolo che commerciale.  
Tutta la proprietà negli anni ’30 del Novecento passa ad una nota famiglia livornese: i Menicanti, già presente nella zona con beni in Nibbiaia e a Campolecciano. Nel 1939 il predio è venduto ai fratelli Paggini di Livorno, i quali continuano l’opera di valorizzazione fondiaria iniziata dai loro predecessori: il vecchio acquedotto ottocentesco viene potenziamento e reso capace di portare l’acqua nei sette poderi a mezzadria che in quegli anni formano il nucleo produttivo della fattoria.
Alla conduzione della stessa, nel 1955, arriva Clemente Barsacchi, detto Mario. Durante i primi anni della nuova gestione la superficie fondiaria supera i 100 ettari, vengono infatti acquistati due nuovi poderi (Cesari e San Martino), ma con l’avvento della crisi mezzadrile sono presto rivenduti. La riconversione produttiva degli anni ’70 vede l'espansione del settore vitivinicolo, con l’impianto di oltre 13 ettari di vigneti specializzati. Nel decennio successivo inizia un lento e inesorabile declino. Il complesso immobiliare della fattoria (edifici, viabilità interna, coltivazioni, alberature, ecc.), venuti meno i necessari interventi di manutenzione, entra rapidamente in uno stato di degrado.
Segue la vendita e l’acquisto, avvenuto nel 2004, dell’intero predio da parte dell’attuale Proprietà (la Fattoria di Paltratico Società Agricola Srl), cha ne ha iniziato il recupero e avviato un importante progetto di valorizzazione.     

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