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2025: seconda campagna di scavo
La seconda campagna di scavo avvenuta nel mese di settembre 2025 ha segnato una svolta fondamentale nella comprensione della storia millenaria di questo luogo.
I nuovi scavi hanno spostato le lancette del tempo ancora più indietro, portando alla luce tracce di frequentazioni umane precedenti la costruzione della chiesa monumentale. Uno dei risultati più importanti è l'individuazione, al di sotto della navata centrale della pieve, di una serie di buche di palo che delineano la pianta di una capanna di forma sub-ovale. Questa struttura in materiale deperibile, caratterizzata da pietre utilizzate per rincalzare i pali lignei, rappresenta una fase abitativa o funzionale di epoca altomedievale, compresa orientativamente tra il V/VI e il IX secolo d.C., che precede sia la pieve che la precedente struttura rettangolare in muratura.
sulla destra dell'immagine lo scavo del 2025, in basso a destra la tomba meglio conservata, in corrispondenza della strada bianca attuale
Proprio questo edificio rettangolare intermedio, i cui muri
erano stati precedentemente scambiati, prima dell'inizio degli scavi, per
divisioni interne della pieve, è stato oggetto di approfondimento: le indagini
hanno rivelato che la sua costruzione comportò un massiccio intervento di
splateamento del terreno, che andò a intaccare un gruppo di sepolture ancora
più antiche. Queste tombe, rinvenute in una disposizione del tutto diversa
dall'orientamento canonico della pieve, testimoniano l'esistenza di un'area
cimiteriale già attiva prima del X secolo, confermando che il sito era un polo
di riferimento sacro e sociale ben prima della fase monumentale.
Parallelamente, lo scavo ha visto l'indagine dell'area corrispondente l'antica facciata, consentendo di documentare le fasi di spoliazione avvenute agli inizi del XVII secolo, quando l'edificio, ormai in rovina, fu sistematicamente smantellato per recuperare materiali edili. All'interno della grande fossa di spoliazione sono stati recuperati frammenti architettonici di eccezionale valore, come una porzione di colonna di oltre 55 cm di diametro, che suggerisce la presenza di imponenti colonnati interni, e un probabile coperchio di urna in calcare, forse il reperto più antico rinvenuto e reimpiegato nelle murature medievali. L'indagine si è estesa anche all'esterno del perimetro della chiesa, dove la strada bianca moderna sembra aver sigillato e protetto una porzione dell'antico cimitero, risparmiandolo dalle distruzioni causate dalle arature meccaniche che hanno invece compromesso i primi 40-50 cm di deposito nel resto del campo.
La campagna 2025 ha visto quindi lo scavo di una minima parte del campo santo, in origine esteso intorno la facciata e sui lati della pieve, lasciando per le prossime campagne l'indagine della parte centrale dell'edificio religioso, quella che sembrerebbe la meglio conservata.
Nota: le ricerche si sono svolte in regime di concessione ministeriale (Soprintendenza ABAP per le province di Pisa e Livorno), sotto la direzione scientifica dell'Università di Bologna.
