Com'è nato il progetto - Parco Culturale di Camaiano

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COM'E NATO IL PROGETTO  

Risale ad alcuni anni fa l’idea di contraddistinguere la nostra associazione ed il nostro territorio, nel quale sono presenti alcune aziende agricole e numerosi privati che si dilettano a livello amatoriale nelle pratiche agricole, con un “prodotto” che potesse connotare specificamente il territorio ed il nostro modo di essere e di viverlo, e la nostra scelta è caduta niente di meno che sulla gallina razza Livorno e le sue prelibate uova!

Così è nato il progetto del POLLAIO DIFFUSO che senza dubbio è diventato il più importante e significativo tra gli obiettivi di breve periodo del Comitato sposandosi perfettamente con le principali finalità del Parco Culturale di Camaiano che sono:

  • far conoscere le emergenze storiche, naturalistiche e paesaggistiche presenti nel proprio territorio e favorirne la conservazione e la valorizzazione;
  • riscoprire e, per quanto possibile, far rivivere antiche tradizioni, mestieri, sistemi di coltivazione e di allevamento che vi si praticavano;
  • realizzare opere di miglioramento ambientale e azioni di divulgazione a favore del territorio del Parco reinvestendovi tutti i proventi ricavati dalle manifestazioni svolte;
  • tutelare e favorire l’occupazione ecosostenibile, le attività legate al territorio, all’ambiente, al mondo agricolo, quella che deriva dagli investimenti che valorizzano il patrimonio immobiliare storico.

E’ un progetto a noi caro perché nasce da ciò in cui crediamo, dai valori che cerchiamo di diffondere e che sono per noi fondanti di un’etica territoriale basata sulla salvaguardia del territorio, sulla sua valorizzazione e sulla fiducia nello sviluppo sostenibile.

Il riappropriarsi della dimensione rurale in tutte le sue molteplici sfaccettature, anche di quella produttiva come fonte di approvvigionamento da parte della città di pochi prodotti genuini legati a dimensioni temporali a noi ormai lontane. Un tipo di produzione legata ai ritmi naturali ed al rispetto dell’animale e dei suoi cicli produttivi. La necessità di consumare in maniera più sostenibile selezionando i prodotti in base alla stagionalità ed alle tecniche di produzione. L’uovo fresco che non sarà reperibile sempre ma solo nei periodi di maggior ovo deposizione oppure il galletto che non sarà pronto in due mesi perché carico di sostanze nocive, bensì in sei mesi perché alimentato naturalmente e perché è ruspante per tutto il giorno. Il ricollegarsi ad una dimensione temporale che si basa sulla pazienza e sul saper attendere il momento propizio.

L’iniziativa si basa profondamente sulla conoscenza, sullo studio del territorio e della sua storia. Oggi rurale e semi-rurale, il paesaggio del Parco Culturale di Camaiano, nella realtà ottocentesca era un’importante area di produzione agricola. Le trasformazioni economiche del territorio livornese, tra inizio e fine ‘800, hanno visto crescere enormemente la densità demografica nella città di Livorno con conseguente necessità di maggior approvvigionamento dei principali prodotti dell’agricoltura. Da qui, dunque, la necessità di ricercare tali alimenti anche in paesi limitrofi. Frutta, ortaggi, latte e altri prodotti, nonché uova di gallina di razza Livorno, arrivavano al Mercato Centrale anche dall’area del Parco Culturale di Camaiano. L’immagine più forte di questa realtà storica livornese è la rappresentazione pittorica che i Macchiaioli – in particolare Silvestro Lega - hanno dato alle “Gabbrigiane” (le cosiddette “giraiole”, o "procaccine"), le quali, per integrare il reddito delle famiglie dei mezzadri, percorrevano a piedi le campagne con grandi ceste sulla testa per arrivare fino a Livorno dal Gabbro, da Nibbiaia e da Castelnuovo della Misericordia.


20/05/2020
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