Cereali - Parco Culturale di Camaiano

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Cereali

Il termine cereali non è una voce di classificazione botanica, ma un nome generico che raggruppa le piante erbacee con frutti da cui si può trarre farina. Oltre che le piante, il termine indica i loro chicchi e semi, da cui si ricavano prodotti come la granella.
 
La produzione di cereali in Toscana rappresenta fin dal tempo degli Etruschi una realtà in grado di sfamare la popolazione. Sebbene caratterizzata da terreni prevalentemente argillosi e collinari, quindi meno ideali alla produzione rispetto alle ampie pianure, ci sono aree nella nostra valle in cui la vocazione cerealicola ha attraversato i secoli restando una costante di primaria importanza fino ai giorni nostri con una vitalità che si esprime nella produzione, nella ricerca e nella elaborazione culinaria.
Oggi i cereali occupano una porzione importante del territorio toscano coltivato – il frumento duro è il più diffuso, seguito dal frumento tenero, orzo ed avena, insieme ad altre coltivazioni. Una produzione che caratterizza per qualità il nostro territorio e ne plasma il paesaggio in maniera determinante.

Il grano
I campi di grano si tingono di colori differenti a seconda dello stato di maturazione: il bel verde saturo della piantina giovane imbiondisce gradualmente ed a luglio i vento fa ondeggiare le spighe dorate creando delle immagini molto suggestive.


Ci sono principalmente due differenti tipi di grano: quello duro e quello tenero.

Il grano duro viene seminato in autunno-inverno per poi essere raccolto in un periodo compreso tra metà Giugno e fine Luglio.
Esistono molte varietà di grano duro che si differenziano principalmente tra loro per la maggiore o minore precocità di maturazione, per la resistenza alle malattie fungine e per le caratteristiche qualitative della granella (peso specifico, proteine, glutine indice di giallo etc..).
La resa di prodotto per ettaro di terreno dipende da una serie infinita di fattori, difficili da preventivare a priori, ma che possono avere un’incidenza notevole sul risultato finale; diciamo però che mediamente si possono avere rese di circa 25/40 quintali per ettaro.
La semola ottenuta dalla sua macinazione è utilizzata prevalentemente per la produzione di pasta, ma anche per alcuni tipi di pani.

Anche il grano tenero viene messo a dimora nel periodo autunno-invernale per poi essere raccolto, a seconda dell’andamento climatico della stagione, in un periodo compreso tra la metà di Giugno e la fine di Luglio.
Come per il grano duro, anche per il grano tenero esistono diverse varietà classificate in base al ciclo di maturazione e alle caratteristiche della granella.
La resa per ettaro è generalmente più elevata rispetto a quella del grano duro, è possibile raggiungere, infatti, 40/50 quintali per ettaro.
La farina ottenuta dalla macinazione della sua granella è utilizzata per la produzione di pane, dolci, biscotti.

L’orzo
Essendo anche l’orzo un cereale, rispecchia tutte le caratteristiche che abbiamo visto fino ad ora per quanto riguarda la semina e il raccolto, fatta eccezione per alcune specie di orzo che possono essere seminate anche a inizio primavera.
 
L’utilizzo della sua granella è quasi esclusivamente dedicato per  la realizzazione di mangime o farina destinati all’alimentazione animale.
Le rese per ettaro sono di circa 40/60 quintali.


L’avena                                                                            
Anche l’avena è un cereale destinato prevalentemente all’uso zootecnico; tra tutti i cereali l’avena è quella che può essere messa a dimora più precocemente, addirittura a fine ottobre. La mietitura avviene verso la fine di Giugno.
 
Principalmente viene utilizzata per raccoglierne la granella ma può anche essere utilizzata per la produzione dei cosiddetti “erbai”, miscugli di vari tipi di graminacee destinati alla realizzazione di foraggi.
La resa per ettaro è di circa 25/35 quintali.
20/05/2020
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