- La Strada del Mille (sentiero 199) - Parco Culturale di Camaiano

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La Strada del Mille

Catastalmente nota come Strada vicinale vecchia del Gabbro, è conosciuta dalla gente del posto come "Strada del Mille", appellativo che ne ricorda un'origine medievale o addirittura più antica facendola corrispondere ad un tratto della Via di Popogna, strada pubblica romana che dal Portus Pisanus, passando per Ardenza, Gabbro, Castelnuovo e Rosignano, arrivava al Porto di Vada Volaterrana.

Qui a fianco una carta geografica del 1858 dell'allora "Comunità di Rosignano" sulla quale è evidenziato quella che si ipotizza sia stata l'antica Via di Popogna.

(cliccare sull'immagine per ingrandire la carta )

Fino agli anni '50 - '60 del secolo scorso, questa strada, che poi era stata per lunghi tratti abbandonata (vedi paragrafo in fondo alla pagina), collegava Gabbro a Castelnuovo della Misericordia, attraversando le belle valli del Riardo e del Sanguigna, affluenti del fiume Fine.
La Strada del Mille, provenendo dalla cava La Focerella e passando dai mulini di Colognole, entra nel Parco Culturale di Camaiano a nord di Gabbro, nei pressi della località Malavolta. Dopo aver aggirato il Poggio Pelato ("Poggio del Gabbro") sul suo versante nord-est, la strada attraversa la Via delle Capanne e poi corre a levante del rilievo del Poggettone sul quale si ergevano il castello di Contrino e la chiesa di San Michele, nuclei medievali dell'antico Gabbro, oggi scomparsi; a settentrione del Poggettone fa ancora bella mostra di sé (anche se attualmente in decadenza) la settecentesca Villa Mirabello.  

Proseguendo verso Castelnuovo la nostra Strada del Mille incontra l'antica Strada del Ristoro proveniente dalla Via Emilia (Via Aemilia Scauri - 109 a.C.) e poi si immette nella Via del Poggettone; fino al 1910 era qui il confine tra i Comuni di Collesalvetti e Rosignano Marittimo come testimoniano un vecchio cippo confinario che troviamo poco più avanti in località La Villa e la carta della "Comunità Rosignano" del 1858; il paese Gabbro faceva parte di Collesalvetti.

Dopo poche decine di metri la Strada del Mille abbandona l'asfalto e scende verso il Botro Sanguigna che viene guadato in prossimità del "muro di Beppe": il Tripoli di Paltratico, un'eccelenza geologica di grande rilievo. Dopo essere risaliti dal botro si imbocca la Via di Castelpiero che conduce laddove nella tarda antichità si ergeva la Pieve di Camaiano (plebs Camaiani, prima citazione 958), oggi scomparsa.

Qui il percorso svolta scendendo verso il Botro Riardo il quale viene attraversato su un ponticello in muratura presumibilmente costruito fra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, chiamato dagli abitanti del luogo il Ponte "Romano". Qui un ampia area sosta invita al riposo nell'assoluto silenzio della natura.
Nel proseguire vengono guadati poi i botri Scaforno e San Martino, affluenti del Riardo.

     

Prima di arrivare alle località Cafaggio e Cesari (toponimo longobardo il primo, latino il secondo) si arriva a quella che un tempo era la cappella di San Martino, documentata nel XII secolo tra le chiese dipendenti Pieve di Camaiano, oggi dissacrata ma ben mantenuta dagli attuali proprietari.

Il percorso infine entra nello splendido parco boscato di Castelnuovo, guada il botro il San Giorgio ed arriva da sotto il castello "nuovo" di Camaiano (prima attestazione 1041) - oggi castello di Castelnuovo della Misericordia - nella Piazzetta del Magazzino del paese ove un'antica lastra marmorea con le iniziali di "Santa Maria Ausiliatrice" è murata nella parete di una casa privata; davvero numerosi sono quindi i segnacoli lungo il cammino che ricordano la vetustà plurisecolare di questa Strada.
 

Da Castelnuovo il percorso continua salendo lungo una vecchia mulattiera fino ad arrivare al laghetto del Poggio Le Serre dove si apre uno splendido panorama su mare e monti. Qui la "Strada del Mille" (percorso 199) termina immettendosi sul sentiero 00, la Dorsale della Costa Etrusca.

     
In tempi recenti questa antica via è stata riscoperta e resa fruibile come percorso escursionistico; fa parte dell'Ippovia del Mediterraneo ed è previsto il suo inserimento nella RET (rete escursionistica Toscana) come 'percorso 199'.


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13/09/2020
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