- donne - Parco Culturale di Camaiano

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Le donne

La vita della donne in campagna non è stata delle più semplici, spesso lavoravano più degli uomini perché dopo i lavori nei campi dovevano pensare al bucato, agli animali, ai bambini, alla casa e a mille altri compiti apparentemente minori.

La bellezza era affidata all'acqua di S. Giovanni e a poche altre pratiche, non c'era nessuna cura del corpo tolto la raccolta dell'ortica per lavare i capelli e renderli lucidi e forti, olio lavato per la pelle arrossata dei bambini e lardo di maiale per curare le mani screpolate degli uomini.
Gilda ci racconta che per il suo matrimonio  (metà degli anni '60), lei che non era solito truccarsi, per farsi bella si incipriò il viso con una manciatina di borotalco e si pizzicò le guance per creare l'effetto rosselle, per il resto tutto fu affidato alla bellezza naturale.

Il lavoro era l'unica priorità per cui tutto il tempo a disposizione veniva usato per questo; i bambini, le donne e ovviamente gli uomini lavoravano nei campi, e i componenti della famiglia che avevano un fisico gracile o incorrevano spesso in malattie si dedicavano di più ai compiti della casa. La cucina era spesso affidata alla donna più anziana e alle altre donne che dopo il lavoro dovevano contribuire.
Il bucato veniva fatto tutto a mano, con il sapone preparato in casa e la cenere, la biancheria veniva posta a strati dentro un contenitore di terracotta e riempito con acqua calda filtrata attraverso la cenere che ricopriva l'ultimo strato. Riposava dentro l'acqua per una notte e il giorno dopo l'acqua veniva fatta fuoriuscire da un foro posto in basso al recipiente e lavata a mano al lavatoio, una volta finito veniva lasciato ad asciugare sui prati o sulle siepi, le donne raccontano che il bucato profumava e riluceva di un bianco candido. Rosanna ci racconta che ha cominciato a fare il bucato all'età di dodici anni, lo faceva da sola, senza l'aiuto dei grandi, faceva fatica ma la faceva sentire grande perciò oggi ne parla con un certo orgoglio.


13/09/2020
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